Napoli, 1 Agosto 2020 – Ieri, 31 Luglio, è giunto a termine il concorso letterario: “Lettere al tempo della pandemia” con le premiazioni dei vincitori di entrambe le categorie. Premiazioni virtuali poiché “mantenere le distanze” ci è sembrata la cosa più giusta da fare.

Un concorso nato per caso, grazie al ritrovamento di due regali gelosamente custoditi che nella frenesia della vita quotidiana erano stati semidimenticati. Nell’attesa di ritrovare il nostro tempo, il nostro spazio nel mondo, sottrattoci durante il lockdown, la casa con i suoi anfratti segreti aveva aperto le sue porte e riportato alla luce tesori che avevano perso la giusta ubicazione. Carta da lettera finemente incisa, deliziosa al tatto e sublime alla vista, che riporta a quando la materia aveva ancora il suo valore e i cinque sensi potevano svolgere il loro dovere. Comprarla era un rito importante, la osservavi proiettandoti nell’attimo in cui le parole avrebbero preso forma su quella trama, e decidendo quale di essa fosse la più indicata per il destinatario. La sfioravi e capivi se la penna sarebbe scorsa veloce su di essa.

Quel profumo di nuovo e successivamente di carta riciclata per la salvaguardia degli alberi, era impagabile, senza dimenticare quella goccia di profumo personale che veniva aggiunta. Che dire poi di quel caffè che ti faceva compagnia nel mentre. L’emozione spesso faceva sbagliare e dovevi correggere e dovevi ricominciare. E poi l’udito che godeva di quel fruscio mentre delicatamente la piegavi, imbustavi e sognavi il momento in cui sarebbe giunta tra quelle mani tanto amate. Scrivere una lettera era e resta uno dei momenti più belli e intimi dell’essere umano.

Come dicevo, il ritrovamento di questo tesoro, mi ha riportata indietro nel tempo facendomi pensare che sarebbe stato bello far uscire dall’anima quel dolore che nel presente, ci stava attanagliando e fermarlo in una lettera. È nata così l’idea di un concorso, che ha trovato accoglienza nell’Associazione Culturale Naturae, di Palma Campania, in provincia di Napoli.

Tantissime le lettere che sono giunte che trasudavano di vita: nella sua interezza, nelle sue ferite, nei suoi tradimenti, nelle sue pugnalate e ingiustizie. Lettere bellissime scritte da bambini che con innocenza raccontavano le loro paure, la loro nuova istruzione mediatica, ma soprattutto l’amore per coloro che hanno un ruolo fondamentale nella loro vita e nel parassita vigliacco che ha voluto vincere facile, attaccando chi non poteva difendersi ad armi pari, i nonni.

Lettere struggenti di adulti che seppur padri e talvolta già nonni, si sono ritrovati figli e hanno pianto e vissuto il dolore di un lutto a distanza, senza un ultimo saluto, senza un ultimo abbraccio, col cuore colmo di solitudine indegna e inumana che ha colpito questa generazione  di grandi Esseri, che sono andati via come piume nel vento.

Come piume nel vento,
liberi, soffici, eterei,
avete abbellito il cielo.
Cirri da sembianze umane,
colmi d’amore e di forza
apparsi nella volta che avvolge la terra,
per chi è rimasto col cuore straziato,
in cerca di pace, in cerca di abbracci.

Con orgoglio possiamo dire di aver raggiunto la nostra finalità, ovvero dare la possibilità di comunicare, di condividere emozioni e avvolgersi virtualmente in quell’umanità che troppo spesso viene dimenticata.

 Lella